Nell’articolo dedicato alle aree bianche, grigie e nere abbiamo parlato della Strategia Italiana per la Banda Ultralarga e visto come il Governo, in accordo con gli operatori, abbia pianificato un significativo impiego dei collegamenti di tipo FWA (Fixed Wireless Access), in cui la banda ultralarga viaggia via etere sfruttando sofisticati ponti radio.

Al di là di quanto previsto dal Piano BUL, oggi vorrei porre l’accento su alcuni aspetti che, in presenza di particolari condizioni ambientali e geologiche, rendono questi collegamenti più adatti e vantaggiosi delle tradizionali soluzioni terrestri, ovvero i classici cavi di fibra ottica.

Ho identificato ben 4 punti a favore, quindi mettetevi comodi…

Installazione più veloce e zero permessi da chiedere

Giusto un paio di giorni fa, mi sono trovato a parlare con un cliente che mi ha manifestato la necessità di attivare un collegamento dedicato simmetrico – conoscete la differenza tra una connessione simmetrica e una asimmetrica, vero? – da 300 Mbit/s.

Pur avendo gli uffici nel centro città, dove non ci sarebbe alcun problema a far arrivare la fibra ottica, abbiamo ragionato sulla possibilità di attivare un collegamento wireless.

Il motivo? Nessuna autorizzazione da chiedere e tempi d’installazione brevissimi!

Vero è, infatti, che per montare un circuito in fibra ottica ci vogliono i permessi del Comune e/o dell’ANAS, il cui ottenimento richiede – sempre che tutto fili liscio! – tra i 60 e i 90 giorni.

Se si opta per un collegamento Internet via ponte radio, invece, non c’è bisogno di chiedere alcun permesso e l’installazione del circuito viene completata in circa 15 giorni.

Nessun complicatissimo scavo lungo l’ultimo miglio

Il secondo vantaggio è legato alle difficoltà, in fase di cablaggio, che potrebbero emergere in presenza di rilievi montuosi: in caso di ostacoli orografici, infatti, andare a posizionare cavi in fibra ottica lungo il famigerato “ultimo miglio” può risultare davvero molto costoso.

Se si sceglie una connessione wireless, invece, non c’è bisogno di effettuare alcuno scavo, in quanto il segnale, come detto prima, raggiunge il POP o la centrale di zona via etere.

A volte il wireless è (quasi) l’unica soluzione possibile

Magari sembrerà scontato, ma esistono aree talmente remote o inospitali da non poter essere raggiunte da alcun tipo di collegamento terrestre a banda ultralarga.

Dato questo, quella di sfruttare i ponti radio rimane (quasi) l’unica soluzione possibile. E se dico “quasi” è solo perché, invece del wireless, si potrebbe optare per una soluzione satellitare. A questo, però, dovremmo raccontare una storia totalmente diversa

Non è possibile tranciare un cavo che non c’è!

Pur essendo poco probabile, può capitare che, in occasione di lavori al piano stradale, la benna di un escavatore tranci di netto i cavi che incontra, compresi quelli in fibra ottica.

Quando un evento del genere si verifica, il ripristino del servizio richiede spesso dei giorni. Giorni in cui le utenze private e aziendali collegate a quel cavo rimangono “al buio”.

Come ovvio, sempre perché i collegamenti wireless viaggiano via etere, il rischio di subire un interruzione del servizio a causa della rottura accidentale di un cavo è del tutto inesistente.

I 4 vantaggi dei collegamenti FWA in sintesi

Se volessimo riassumere in pochi punti quanto abbiamo detto, potremmo dire che i collegamenti Internet via ponte radio (dedicati o condivisi che siano) hanno il vantaggio di:

  • Portare la banda ultralarga praticamente ovunque
  • Avere costi contenuti, visto che non va effettuato alcuno scavo
  • Essere pronti in tempo record e senza dover compilare barbose scartoffie
  • Non essere esposti al rischio di interruzione a causa di errori umani

Mica male come insieme di vantaggi, non vi pare?

Massimiliano De Gabriele