Dopo aver visto quali sono le differenze tra una connessione dedicata e una condivisa, spiegato cos’è e come funziona la Banda Minima Garantita ed elencato gli elementi che determinano il prezzo di un collegamento Internet aziendale, è arrivato il momento di analizzare la Rete dal punto di vista strutturale, cosa che faremo partendo proprio dall’elemento nucleare di ogni sistema interconnesso: i punti di peering.

Prima di cominciare, però, facciamo un passo indietro e parliamo di “imbuti”.

No, non gli imbuti che utilizziamo per travasare i liquidi da un recipiente all’altro. E nemmeno quelli resi famosi dall’indimenticabile Vulvia di Rieducational Channel.

Gli “imbuti” della rete Internet sono tutt’altro che utili e, purtroppo, ancor meno divertenti.

Cos’è un imbuto e come evitare di rimanere inchiodati

Noti anche come “colli di bottiglia”, gli “imbuti” sono i tipici rallentamenti che si verificano quando i servizi di un ISP vengono improvvisamente investiti da importanti picchi di traffico.

Se si è formato un imbuto, anche i collegamenti ad alte prestazioni finiscono con l’essere penalizzati. Gli imbuti, infatti, funzionano un po’ come i caselli autostradali: non importa se sei alla guida di una Panda o di una Ferrari, il 31 di agosto rimarrai comunque in coda.

L’unico modo per evitare certe spiacevoli situazioni consiste nello scegliere un fornitore di connettività avente una rete vasta e ben strutturata, ovvero dotato di un ampio numero di interconnessioni con altri Internet Service Provider nazionali e internazionali.

Più punti di peering ci sono, meglio è!

Simili ai nodi di una enorme ragnatela, i cosiddetti “punti di peering” permettono non solo la trasmissione dei dati da un parte dall’altra del mondo, ma mettono in collegamento i diversi operatori di TLC, i quali debbono garantire il transito dei dati a titolo gratuito.

Ebbene, più sono i punti di interconnessione su cui l’ISP è presente, minore è la possibilità di incorrere negli imbuti descritti poc’anzi. Vero è, infatti, che in occasione di picchi di utenza un operatore molto ben “peerdotato” può distribuire il traffico su una ragnatela più ampia.

I punti di peering più importanti in Italia e in Europa

I punti di peering sono, quindi, l’essenza, della rete Internet. La pietra fondante.

In Italia, giusto per fare qualche esempio, abbiamo il MIX di Milano, il NAMEX di Roma e il TOP-IX di Torino. A livello europeo, invece, rivestono particolare importanza il LINKX di Londra, il DE-CIX di Francoforte e l’AMS-IX di Amsterdam.

Massimiliano De Gabriele