In un articolo di qualche tempo fa, abbiamo visto cos’è la Business Continuity e parlato dell’importante ruolo ricoperto dai Data Center per la continuità operativa aziendale.

Vista la loro centralità, è necessario che anche i Data Center stessi (interni o esterni che siano) godano del supporto di sistemi utili ad assicurarne il regolare funzionamento.

Da più di 20 anni, i Centri di Elaborazione Dati (CED) hanno la possibilità di certificare il livello di complessità e ridondanza dei propri Data Center, ovvero ciò che determina la propria capacità di far fronte ai possibili imprevisti (blackout, assenza di linea, incendi, etc.).

Attualmente, le certificazioni conseguibili sono due, ma la più nota è la Tier Certification dell’Uptime Institute di Seattle. L’Istituto americano, infatti, distingue i Data Center in 4 diverse tipologie, assegnando a ognuna un diverso livello di “solidità” (Tier I, II, III e IV).

Vediamo, quindi, quali sono le caratteristiche di ogni livello e quali gli standard previsti.

La Tier Certification dell’Uptime Institute

Partendo dal livello di certificazione più basso (Tier I) fino a quello più alto (Tier IV), nella “classifica dei Data Center” definita dall’Uptime Institute troviamo:

Data Center Tier I

Pensato per identificare gli standard minimi a cui un Data Center deve sottostare, il livello Tier I prevede che la cosiddetta “sala CED” sia climatizzata, separata dagli altri ambienti e dotata di un Uninterruptible Power Supply (UPS) – il classico “gruppo di continuità”, per i non anglofoni – capace di arginare l’impatto di eventuali picchi di energia elettrica.

Data Center Tier II

Simile al Tier I, la certificazione di livello Tier II stabilisce che, in aggiunta a quando già specificato sopra, il Data Center debba essere dotato di sistemi di ridondanza utili a garantire l’erogazione continua di energia elettrica e il raffreddamento degli impianti.

Data Center Tier III

Ben più affidabili dei “fratelli minori” di livello I e II, i Data Center Tier III hanno il vantaggio di disporre di sistemi di alimentazione e raffreddamento secondari totalmente separati da quelli principali. Non solo: la certificazione di 3° livello introduce per la prima volta il concetto di “manutenzione programmata”, imponendo a coloro che la conseguono la sostituzione dei componenti di giunti a fine vita, anche quando ancora funzionanti.

Data Center Tier IV

Primi per livello di continuità operativa, i Data Center Tier IV sono gli unici a poter garantire un uptime del 99,995%. Questo, tradotto in termini di tempo, significa che i servizi e/o i dati ospitati nel Data Center potrebbero risultare offline massimo per 26 minuti all’anno.

Lo standard ANSI/TIA-942 di TIA

Come detto all’inizio dell’articolo, oltre alla Tier Certification dell’Uptime Institute, esiste una seconda modalità di certificazione: è lo standard ANSI/TIA-942 della Telecommunications Industry Association, nato nel 2005 e articolato anch’esso su 4 livelli (Rated 1, 2, 3 e 4).

Premesso che gli standard dell’Uptime Institute e quelli della TIA sono del tutto simili, vi invito comunque ad approfondire il discorso visitando la sezione dedicata sul sito di TIA.

Perché scegliere il Cloud e affidarsi a un Data Center

Giunti al termine di questo breve escursus, immagino sia chiaro il motivo per cui molte Piccole e Medie Imprese abbiano deciso di affidarsi a servizi di Cloud Computing: per realtà di dimensioni così ridotte, infatti, replicare il livello di sicurezza e continuità operativa offerto dai Data Center di tipo Tier/Rating 3 e 4 sarebbe estremamente costoso.

Se desiderate approfondire il discorso e conoscere le nostre soluzioni in Cloud, non esitate a contattarci o a raggiungermi sul mio profilo LinkedIn.

Massimiliano De Gabriele