La recente emergenza sanitaria ha innescato un fenomeno massivo senza precedenti: nel giro di poche settimane, aziende e amministrazioni pubbliche hanno dovuto permettere a migliaia di dipendenti e collaboratori di lavorare da casa, riaccendendo i riflettori sul sempre caro – ma mai veramente sfruttato – concetto di lavoro da remoto.

Un cambiamento repentino e radicale, al quale gran parte delle realtà non era preparata.

Tutto di fretta, ma lavorare da casa piace agli italiani

In mancanza di un protocollo contenente le dovute linee guida, molte imprese hanno reagito in modo scomposto e privo di progettualità, cosa che a portato all’innesco di una vera e propria “corsa all’approvvigionamento”. In pochissimo tempo, produttori di apparati hardware, sviluppatori di software e Internet Service Provider sono stati travolti da una valanga di richieste, ognuna volta al recupero del gap tecnologico maturato negli anni.

Nonostante l’evidente confusione, una recente indagine condotta da Cisco ha rilevato che quasi il 90% dei lavoratori ha accolto positivamente i vantaggi del Remote e dello Smart Working, cosa che ci porta a presumere che, anche quando l’emergenza sanitaria sarà finalmente rientrata, il cosiddetto “lavoro agile” sarà ormai considerato uno standard.

Tra realtà virtuale e SD-WAN: ecco l’ufficio del futuro

Tra gli effetti di questa imprevista rivoluzione, è facile prevedere che gli ambienti di lavoro subiranno un drastico ridimensionamento e le trasferte di dipendenti e collaboratori si faranno sempre più sporadiche. Un cambiamento sostenuto anche dalla progressiva adozione delle tecnologie immersive, come la realtà virtuale e quella aumentata, le quali acquisiranno un ruolo sempre più importante all’interno della quotidianità lavorativa, sostituendo (almeno in parte) le tradizionali riunioni dal vivo e la formazione in aula.

Il vero protagonista di questa nuova era sarà, però, il Cloud: un “contenitore” sicuro, flessibile, modulabile e soprattutto accessibile, grazie al quale anche le attività più semplici, come la gestione documentale, potranno essere svolte con un’agilità mai vista prima.

Infine, vista l’enorme rilevanza che la Rete e gli strumenti digitali andranno ad assumere, le aziende non potranno più prescindere dall’avere un collegamento Internet stabile e veloce, ovvero in linea con le performance e gli standard qualitativi offerti, ad esempio, da una connessione in fibra ottica dedicata o una FTTH (Fiber To The Home) condivisa.

Via libera, quindi, all’attivazione – non obbligatoria, ma consigliatissima – di meccanismi e infrastrutture di recovery come le tradizionali linee di backup, nonché all’utilizzo di dispositivi di gestione della rete “intelligenti” come quelli previsti dai sistemi SD-WAN.

Non ostacolare il cambiamento, anticipalo!

Una cosa è certa: il lavoro, così come lo abbiamo concepito fino a oggi, non sarà più lo stesso. E sta solamente a noi decidere se vogliamo approcciare a questo cambiamento in modo propositivo o lasciare che il panico abbia la meglio e ci metta sulla difensiva.

Io la mia scelta l’ho fatta già tanto tempo fa. E tu?

Massimiliano De Gabriele