Disdire un contratto di telefonia o connettività può sembrare complesso, ma seguendo i giusti passaggi è possibile farlo senza difficoltà e costi imprevisti.
Capire quali sono le modalità di recesso, i tempi da rispettare e l’eventuale obbligo di restituzione degli apparati è fondamentale per il corretto completamento della procedura, consentendo di evitare problemi di natura legale o amministrativa.
In questo articolo vedremo, quindi, come funziona la disdetta di un contratto di telecomunicazioni, sia che riguardi una connessione internet (fibra dedicata o FTTH, internet satellitare, ecc.) o servizi di telefonia (VoIP, Virtual PBX, ecc.).
Sommario
Le modalità di recesso e disattivazione
Disdire un contratto di telecomunicazioni può essere fatto in diversi modi, a seconda delle esigenze del cliente e delle condizioni stabilite dall’operatore.
Se il contratto di fornitura prevede una durata minima, ma si decide di interromperlo prima, è necessario tenere conto di eventuali costi di recesso anticipato o dell’ipotetica restituzione degli sconti ricevuti. Quando, invece, la durata minima è stata ormai superata, il recesso è in genere più semplice e l’unico requisito da rispettare sono i tempi preavviso, i quali variano in base all’operatore.
Discorso ancora a parte per chi desidera cambiare operatore senza perdere il proprio numero di telefono o interrompere la fornitura di connessione internet: in questo caso, infatti, sarà il nuovo provider a doversi occupare della migrazione.
Tempi e modalità d’invio della disdetta
Di norma, affinché la richiesta di disdetta sia ufficializzata è necessario inviare una comunicazione formale all’operatore, scegliendo tra le modalità disponibili.
Solitamente, le opzioni a disposizione si dividono in:
- l’invio tramite PEC (Posta Elettronica Certificata)
- la raccomandata con ricevuta di ritorno
- la compilazione di un modulo online o attraverso una richiesta telefonica
È bene tenere a mente che la disattivazione non è immediata e richiede dei tempi tecnici: se si è scelto di cambiare operatore, l’attesa tende a essere minore, mentre per una cessazione definitiva bisogna spesso attendere alcune settimane.
La restituzione di modem, router e altri apparati
Un aspetto spesso poco considerato riguarda gli apparati forniti dall’operatore, come il modem router. Spesso, i dispositivi sono concessi in comodato d’uso o a noleggio e debbono essere restituiti al termine del contratto. Se questo non accade, l’operatore potrebbe applicare penali o addebitare il costo dell’apparato.
Esistono, poi, situazioni in cui il cliente ha acquistato il dispositivo, pagando un contributo iniziale e pagando il resto dell’importo a rate. In casi del genere, se chi ha inoltrato la richiesta di disdetta non ha ancora saldato il dovuto, l’operatore potrebbe esigere il pagamento dell’importo non ancora percepito.
In generale, prima di restituire il modem o qualsiasi altro dispositivo, è bene verificare la procedura indicata dall’operatore. Alcuni provider, infatti, chiedono che l’apparato venga inviato a uno specifico centro di raccolta, mentre altri permettono la consegna presso punti vendita autorizzati. In ogni caso, è sempre consigliabile conservare la ricevuta di restituzione fino alla conferma di chiusura della pratica.
Una disdetta senza stress è possibile
Come anticipato all’inizio di questa breve guida, recedere da un contratto di telecomunicazioni non è complicato, se si seguono i giusti passaggi. La cosa più importante è studiare i termini e le condizioni del proprio contratto, così da non incorrere in costi imprevisti o problemi legati alla restituzione degli apparati.
Se si decide di cambiare operatore, è sempre utile confrontare le offerte disponibili e valutare eventuali promozioni che possano ammortizzare i costi di migrazione.
In ogni caso, pianificare la disdetta con anticipo e inviare la richiesta nei tempi corretti permette di gestire la transizione con serenità e senza inconvenienti.
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