La domanda che mi viene posta più spesso da chi riceve le nostre offerte di connettività è:

Come è possibile che la vostra offerta da 100Mb costi 10 volte di più di quelle da 1Gb che vedo in televisione?

In casi del genere, è probabile che il mio interlocutore si sia imbattuto in una di quelle offerte commerciali che promuovono servizi di connettività a uso domestico, i quali sono ben diversi da quelli indirizzati alle aziende e alla Pubblica Amministrazione.

La vera risposta, però, risiede nelle numerose differenze che intercorrono tra un collegamento a Internet dedicato e uno condiviso.

Vediamole brevemente insieme…

Sommario

  1. Come funziona una connessione condivisa
  2. Come funziona una connessione dedicata
  3. Conviene o no scegliere una connessione condivisa?
  4. Cosa offre in più un collegamento dedicato?

Come funziona una connessione condivisa

Partiamo con lo spiegare come funziona un collegamento a Internet condiviso.

Volendo semplificare, quando parliamo di “connessione condivisa” ci riferiamo a un’architettura in cui il router posizionato nell’azienda del cliente non è direttamente collegato alla rete Internet, ma passa attraverso due apparati chiamati “switch”: uno collocato all’interno del cosiddetto “armadio di distribuzione” (la cabina in strada, per intenderci) e l’altro nella centrale telefonica di zona. Da qui parte un ultimo collegamento diretto con il POP (Point Of Presence), ovvero la centrale dell’operatore telefonico.

Ciò che deve essere chiaro è che l’uso dei tracciati, degli switch e, in generale, di tutte le infrastrutture e gli apparati coinvolti nel processo è condiviso tra molteplici utenze, quindi tra numerose aziende e/o abitazioni. Per questo si chiama “connessione condivisa”!

Come funziona una connessione dedicata

A differenza dei collegamenti condivisi, quando parliamo di “connessione dedicata” l’azienda cliente è connessa alla rete Internet senza alcun tipo di intermediazione, ovvero gode di un collegamento diretto ed esclusivo con il POP dell’operatore.

Qui uno schema utile a capire meglio la differenza tra i due tipi di collegamento:

Connessione dedicata Vs. Connessione condivisa

Conviene o no scegliere una connessione condivisa?

Certo che conviene!

Chiunque abbia attivato un collegamento condiviso sa che una connessione di tipo FTTH (Fiber To The Home) non costa molto e offre delle prestazioni considerevoli.

Certo, se si sceglie un collegamento economico, poi non si può pretendere che, oltre a una discreta velocità di trasmissione, sia prevista anche un’elevata Banda Minima Garantita (B.M.G.) o uno SLA (Service Level Agreement) capace di assicurare al 100% la continuità di servizio. Certi “elementi accessori” sono tipici dei collegamenti dedicati e la loro assenza è il motivo per cui le soluzioni condivise costano meno, ma sono anche meno sicure.

Che il segnale viaggi via fibra ottica o attraverso ponti radio, un accesso a Internet dedicato ha un costo importante, ma fa stare decisamente più tranquilli!

Cosa offre in più un collegamento dedicato?

In linea di massima, l’offerta di una connessione Internet dedicata si differenzia da una condivisa perché comprende:

  • Un collegamento a Internet interamente dedicato alla propria azienda
  • Un servizio di assistenza attivo 7 giorni su 7 per 24 ore su 24
  • Un sistema di controllo proattivo che monitora lo stato del servizio e degli apparati 24 ore su 24
  • La trasmissione dei dati in modalità simmetrica
  • Una percentuale di Banda Minima Garantita equivalente a quella di picco
  • La fornitura di apparati di marca (es. Cisco)

Ora che conosci la differenza tra un collegamento a Internet dedicato e uno condiviso, quale sceglieresti per la tua azienda?

Massimiliano De Gabriele