Capita, a volte, che parlando con un cliente desideroso di attivare una nuova linea internet aziendale o sostituire quella esistente, mi arrivi la domanda: “Se scelgo la connessione più veloce, poi non avrò più alcun tipo di problema, giusto?”.
Beh, in realtà non è che funzioni proprio così…
Prendiamo, ad esempio, il caso di un’azienda che decide di sostituire la vecchia linea ADSL con una fibra FTTH da 1 Gbps. All’inizio tutto funziona perfettamente. Poi, dopo un paio di settimane, le videochiamate cominciano ad andare a scatti, il gestionale cloud si blocca e l’invio di file “pesanti” fallisce regolarmente. Nessuno, però, riesce a capirne il motivo, visto che “la nuova connessione è velocissima!”.
Ecco, è il classico caso in cui la scelta della linea si è basata su una convinzione errata, ovvero quella che più veloce è una connessione, meno problemi si hanno.
Visto che credenze del genere sono piuttosto diffuse e – ahimè! – anche dure a morire, in questo articolo vediamo 5 miti da sfatare sulla connettività aziendale.
Sommario
“La velocità è l’unica cosa che conta”
Che sia espressa in Mbps (megabit per secondo) o in Gpbs (gigabit per secondo), la velocità evidenziata nelle offerte degli Internet Provider è la cosiddetta “velocità nominale“, ovvero la capacità massima della linea in condizioni di utilizzo ideali, in cui il segnale non si scontra con alcun ostacolo di natura tecnica o ambientale. Un valore importante, ma che non dice nulla riguardo alla stabilità del collegamento, il tempo di risposta e la quantità di banda garantita nei momenti di maggior traffico.
Quando parlo con i clienti, il primo concetto che cerco di trasmettere è proprio questo: scegliere la nuova connessione aziendale basandosi solo sulla velocità nominale è come scegliere un’auto sportiva guardando alla sua velocità massima, cosa che non fa alcuna differenza quando ci si ritrova bloccati nel traffico urbano.
Una linea con una velocità di picco non eccezionale, ma con tempi di risposta ridotti e fornita di una Banda Minima Garantita, andrebbe, quindi, preferita a una connessione superveloce ma con un’alta latenza e priva di BMG. Che poi, per chi lavora con internet, la scelta tra stabilità e velocità dovrebbe essere scontata.
“La fibra è sempre la scelta migliore”
La fibra ottica è una tecnologia eccellente e ormai più che rodata, ma non è detto sia la scelta migliore. Il suo impiego, infatti, dipende da numerosi fattori, tra cui:
- dove si trova l’azienda e da quali infrastrutture è raggiunta
- se i tempi e i costi di attivazione sono sostenibili
- per quali attività verrà utilizzata la connessione
Per le aziende collocate al di fuori dal centro abitato, dove la fibra non arriva e il portarla richiederebbe tempi e costi elevati, esistono validissime alternative, come l’internet FWA, quello satellitare o l’unione di più linee attraverso il WAN Bonding.
La domanda che bisognerebbe porsi, quindi, è: “Qual è la tecnologia più adatta alla sede della mia azienda e al mio modo di lavorare?”. Perché è questo il punto focale.
“L’internet satellitare è lento e inaffidabile”
La convinzione che l’internet satellitare sia lento e inaffidabile nasce con le prime connessioni via satellite, dove il segnale veniva trasmesso attraverso satelliti geostazionari molto distanti dalla Terra, manifestando lentezza e instabilità.
Oggi, grazie all’avvento dei satelliti a bassa orbita (LEO) e la creazione di numerose costellazioni, la connettività satellitare si è finalmente trasformata in un’opzione più che praticabile, tanto per gli utenti privati quanto per le aziende.
Pur non essendo prive di limiti (le condizioni meteo e gli ostacoli fisici possono influire sul segnale, e i costi sono generalmente più alti rispetto a quelli di una FTTH), definire i collegamenti satellitari “lenti e inaffidabili” è ormai anacronistico.
“Cambiare operatore significa restare senza internet”
Tra tutte, la paura di rimanere senza internet e telefono durante il cambio di operatore è quella che più frena le aziende dal cambiare linea e fornitore.
Nella pratica, il rischio può essere ridotto con un minimo di organizzazione: in molti casi, infatti, è possibile attivare il nuovo collegamento mentre quello vecchio è ancora in essere, per poi disdire quest’ultimo solo in un secondo momento.
Dato questo, è sempre consigliabile:
- chiedere al nuovo provider i tempi di attivazione per la tecnologia scelta
- permettere al nuovo ISP di effettuare un sopralluogo della sede aziendale
- verificare eventuali penali, preavviso e durata minima dell’attuale contratto
Lo stesso vale quando l’oggetto del cambio non è l’operatore, ma la sede dell’azienda: anche in caso di cambio di sede aziendale conviene verificare in anticipo se la linea può essere trasferita, programmando il passaggio per tempo.
“Affidarsi a un grande operatore è più sicuro”
Voglio concludere questa breve rassegna di falsi miti sulla connettività aziendale con un ragionamento che comprendo e mi capita spesso di sentire: un provider noto, con milioni di clienti e un marchio conosciuto sembra, sulla carta, una scelta più sicura rispetto a un operatore più piccolo e, magari, attivo solo a livello locale.
La dimensione, però, non è di per sé una garanzia sulla qualità del servizio. Un grande operatore ha dalla sua una copertura molto ampia e la capacità di proporre prezzi molto competitivi. È altrettanto vero, però, che le offerte sono spesso standardizzate e l’assistenza ai clienti passa, di norma, da call center generalisti. Per un’impresa, questi due aspetti possono tradursi in scarsa flessibilità e tempi di risposta più lunghi, con un conseguente e comprensibile logoramento dei rapporti.
Al contrario, un operatore più piccolo ha la possibilità di porsi come referente diretto, offrire soluzioni su misura e contare su una migliore conoscenza del territorio in cui opera. Va detto, inoltre, che gli operatori “minori” si appoggiano spesso alle infrastrutture dei grandi player attraverso il canale wholesale: la rete, quindi, può essere la stessa, ma con un servizio e un’assistenza molto differenti.
Internet business per le aziende: scegli FOL!
Potrebbe essere sfuggito, ma il filo che lega i 5 falsi miti appena visti è lo stesso: basare le proprie scelte sulle apparenze, fermandosi alla velocità riportata su un’offerta, alla soluzione tecnologica del momento o al nome dell’operatore.
La connessione internet aziendale giusta, invece, si sceglie considerando le caratteristiche della propria sede, il proprio modo di lavorare e ciò che l’operatore, a prescindere dalle dimensioni e la portata, è davvero in grado di garantire.
Se sei alla ricerca di una connessione in fibra ottica, ponte radio o satellitare per la tua azienda, compila il modulo di contatto o scrivici all’indirizzo helpdesk@fol.it.
Insieme, individueremo la soluzione di connettività aziendale più adatta alle tue esigenze di business, supportandoti con professionalità e competenza.